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Riceviamo e pubblichiamo da Angelo Chiorazzo.
“Caro on. Giuseppe Brescia,
leggo nelle tue parole l’amore di chi ha servito la sua terra e ha poi saputo fare un passo di lato, ma che non rinuncia ad impegnarsi per il bene comune. Un atteggiamento che fa trasparire l’impronta del “sindaco santo” di Firenze Giorgio La Pira, a cui ti sei riferito.
Dal mio canto, cerco di seguire questo stesso tracciato. Così, dopo aver scelto con tanti amici del mondo civico di cimentarci in un campo che non era il nostro, quello della politica, per la necessità di salvare questa nostra regione dagli effetti di quello che è il peggiore governo che abbia mai avuto. Una necessità che il tempo ha aggravato e a cui dobbiamo sommare quell’urgenza a cui tu facevi correttamente riferimento visto che l’attuale giunta potrebbe indire le elezioni da un momento all’altro, anche fra poche settimane.
Per questo ciascuno di noi deve fare la sua parte per raggiungere l’obiettivo dell’unità e della concordia, in questi giorni più che mai. Non possiamo condannare questa terra ad altri 5 anni di incuria se non al definitivo declino. Per questo dobbiamo fare bene e presto, per dare corpo a quella “nuova primavera politica e istituzionale” che tu auspicavi.
A noi che abbiamo intrapreso questa strada, le tue parole sono di conforto. Parole di una persona di indiscussa autorevolezza, morale e politica, che sono in sintonia con quella delle tante persone che, quotidianamente, ci spronano a non sprecare questa occasione.
L’occasione di riavvicinare alla politica tante persone che, deluse, se ne sono allontanate, mentre proprio il delicato momento che la nostra regione sta attraversando richiede una partecipazione sempre più corale e appassionata.
E per questo dobbiamo sempre essere aperti, come lo siamo, ad ogni tipo di confronto nel perimetro di quello schieramento in cui ci riconosciamo. Aperti al confronto sulle idee e sui programmi, aperti al coinvolgimento di tutti quanti si riconoscono nella nostra stessa area culturale per arrivare a una scelta rappresentativa del candidato presidente, anche ricorrendo a quelle primarie che, come abbiamo già detto, non sono né un dogma né un tabù.
Ma a maggior ragione, se Primarie saranno, non c’è tempo da perdere: il confronto dovrà essere sulle proposte, prima che sui nomi. Convinti che le sensibilità differenti che rappresentano una ricchezza nella ricerca delle soluzioni migliori per rimediare allo sfascio della sanità, allo sviluppo negato e a tutte quelle situazioni che condannano la Basilicata allo spopolamento e all’irrilevanza. Insieme possiamo e dobbiamo farcela. Insieme ce la faremo”.
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