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Domani, 8 gennaio 2024, sarà un giorno tristissimo per l’informazione. Quasi tutte le redazioni decentrate della Gazzetta del Mezzogiorno, fra cui quella lucana di Potenza, saranno chiuse. Spente. Cancellate. Fra Puglia e Basilicata, quaranta giornalisti delle sedi colpite finiranno per un anno in cassa integrazione a zero ore. Poi saranno licenziati. Negli ultimi mesi, in realtà, c’era già stato un ridimensionamento dello storico quotidiano. La foliazione era diminuita, gli spazi per la cronaca locale erano diventati sempre più ristretti, così come quelli per i collaboratori esterni. Alcuni di loro sono rimasti, altri si sono sentiti mortificati ed hanno preferito prendere altre strade. Non sappiamo che tipo di “Gazzetta” sarà distribuita domani nelle edicole e quanta gente avrà ancora voglia di acquistarla o sfogliarla. Le edizioni locali sono state da sempre un punto di forza dello storico quotidiano del Mezzogiorno. Chi ci penserà, da domani? La chiusura è stata decisa dalla nuova proprietà, il gruppo editoriale Edime, allo scadere della clausola di due anni di mantenimento dei livelli occupazionali. Il giornale aveva ripreso le sue pubblicazioni il 19 febbraio 2022 con l’arrivo dei nuovi editori, dopo la parentesi del gruppo Ladisa e al termine di una lunga vertenza cominciata con il sequestro dei beni dell’ex editore siciliano Mario Ciancio Sanfilippo, che ha determinato il fallimento della testata.
Sul punto interviene oggi Angelo Chiorazzo, in un post su Facebook.
“La chiusura delle redazioni della Gazzetta del Mezzogiorno sul territorio lucano (prima Matera e oggi Potenza) rappresenta un momento di incertezza non solo per i giornalisti. Ogni pezzo di informazione che viene meno è un pezzo di democrazia che si appanna. Il mondo dell’informazione è in crisi e nessuno può girarsi dall’altra parte, innanzitutto le istituzioni. Da oggi la Basilicata è un po’ più povera”.
Una lunga intervista di Brancati ad Angelo Chiorazzo
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