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Sabato 17 febbraio alle ore 17 nella Sala Murano di Melfi, nuovo appuntamento con Basilicata Casa Comune e Angelo Chiorazzo, per costruire tutti insieme “Una Storia Nuova per la Basilicata”. Si parlerà – è spiegato in una nota – di lavoro e crisi industriali insieme ai segretari generali dei Sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata, Fernando Mega, Vincenzo Cavallo, Vincenzo Tortorelli e al deputato Enzo Amendola.
“I dati della ricerca di Tecné resi noti oggi – dichiara Angelo Chiorazzo, candidato presidente della Regione Basilicata – denotano un gradimento a una sola cifra (9%) dell’amministrazione regionale. È un tasso di malcontento senza precedenti. Ciò conferma quanto diciamo da mesi: la giunta Bardi è la peggiore della storia della Basilicata. Lo stesso centrodestra lucano e nazionale ne è consapevole, al punto da far trapelare dati così inequivocabili su un quotidiano invece di tenerli nascosti. Bardi, in evidente difficoltà, continua a non convocare la data delle elezioni, lasciando la politica lucana in ostaggio delle sue ambizioni personali. I dati resi noti oggi sul fallimento dell’amministrazione regionale in carica ci dicono che la politica delle mance è completamente fallimentare: i lucani chiedono lavoro, dignità e stabilità, non l’elemosina pubblica. Proprio di lavoro parleremo a Melfi e lo faremo insieme ai dirigenti apicali dei principali sindacati della nostra regione, che ogni giorno sono obbligati a lanciare messaggi di allarme sulla disoccupazione, sulla perdita di opportunità di investimenti industriali, sul sistema di sicurezza sociale sempre più a rischio, sui debiti in sanità e sulla fuga dalla Basilicata per cercare cure dignitose. Condividiamo appieno le loro preoccupazioni e per questo intendiamo costruire un blocco sociale comune nei prossimi mesi, a partire dall’opposizione all’autonomia differenziata. A Melfi – spiega Angelo Chiorazzo – ci sono le potenzialità, anche professionali, per sviluppare uno dei poli di eccellenza del automotive ma è evidente che il Governo e la Regione non lo hanno compreso. Bisogna sostenere il lavoro italiano e, per quanto ci riguarda, il polo di Melfi. L’accordo di programma approvato dal ministero delle Imprese a gennaio per la riconversione e la riqualificazione dell’area di crisi industriale complessa di Melfi, Potenza e Rionero non basta, il tema del lavoro deve essere centrale. I dati di Tecné resi noti oggi ci chiamano a una responsabilità collettiva: dobbiamo costruire insieme una proposta politica convincente, capace di parlare tanto a chi non ha votato cinque anni fa per “punire” l’allora gruppo dirigente del centrosinistra, quanto al vasto elettorato che oggi non ha un riferimento politico e potrebbe lasciarsi sedurre dalla disillusione, dal convincimento che i politici sono tutti uguali e non cambierà mai nulla”, conclude Chiorazzo.
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