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La Fp Cgil, la Cisl Fp, la Uil Fpl, l’Ugl e la Fials, in un comunicato congiunto annunciano di aver proclamato lo stato di agitazione per “il mancato pagamento delle spettanze stipendiali ai lavoratori in servizio all’Aias di Melfi” e per “lo stato di crisi in cui versano le strutture di Potenza e di Melfi”. “L’Aias di Melfi, nonostante le entrate che mensilmente vengono erogate con puntualità dall’Asp sulle prestazioni rese – evidenziano – ha chiaramente detto di non essere in grado di garantire gli stipendi, per i crediti arretrati e per l’incremento dei costi di produzione. Al di là di ogni altra riflessione rispetto al fatto che l’AIAS non dovrebbe limitarsi al semplice trasferimento delle rimesse della Regione e dalle Aziende sanitarie, riteniamo inaccettabile che siano sempre i lavoratori a pagare a caro prezzo le difficoltà derivanti da anni di disinteresse nei confronti di un servizio di assistenza, riabilitazione, educazione, istruzione e integrazione a circa 5.000 lucani con disabilità, che dovrebbe essere al centro dell’attenzione sociale e politica. Non è la prima volta che i lavoratori si trovano a subire ritardi nell’erogazione delle spettanze stipendiali, con la doppia beffa di dover anticipare spese, soprattutto di carburante, per poter lavorare e lo stato di profondo scoramento e a tratti rabbia è forte e palpante. Il mancato adeguamento delle tariffe in primis, ferme al 2009, nonostante gli incrementi dei costi cui abbiamo assistito in questi anni e la mancata liquidazione delle spese di trasporto anno 2023 sono solo alcune delle cause che portano in sofferenza le Aias, tra la grande assenza della Regione, che continua a non mantenere gli impegni. I lavoratori del settore, circa 1150, non solo non possono vedersi retribuiti gli incrementi previsti dallo scorso rinnovo contrattuale, legato all’adeguamento delle tariffe, ma continuano, ciclicamente a vedersi negato, nei giusti tempi e modi, lo stesso stipendio, con le conseguenti difficoltà a portare avanti le famiglie e a rispettare gli impegni economici che ciascuno di essi ha assunto”. I sindacati “non accettando la proposta di pagamento solo di una quota di stipendio, proclamano pertanto lo stato di agitazione di tutti i dipendenti dell’Aias di Melfi, con contestuale richiesta al prefetto, ai sensi dall’art.2 della Legge 146/90 che regolamenta lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, dell’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione”.
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