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Questa mattina sul sito del Comune di Lavello è apparso il documento ufficiale con numero di Pubblicazione 1359 dell’anno 2024, con mittente il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’oggetto del comunicato riguarda il “Ripristino della diga di Abate Alonia sul torrente Olivento in agro di Lavello (PZ)”. Nella dichiarazione pubblicata sull’albo pretorio si legge di un piano dettagliato che prevede interventi mirati al recupero e alla sicurezza della diga.
Il progetto di ripristino della diga di Abate Alonia (invaso del Rendina), come descritto nel documento pubblicato sul sito del Comune di Lavello, prevede un intervento strutturale complesso volto a migliorare la funzionalità e la sicurezza dell’invaso. Le principali attività incluse nel progetto sono:
Secondo le ultime dichiarazioni del vicegovernatore della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, i fondi ministeriali si concentreranno su opere che generino utilità economica per la comunità lucana del Vulture Alto-Bradano. Di fatto, la Basilicata riceverà una parte del budget di 4,3 miliardi di euro stanziato dal Ministero delle Infrastrutture per 556 interventi a livello nazionale, con 113 milioni di euro destinati specificamente al ripristino della diga di Abate Alonia e otto milioni per la manutenzione straordinaria della diga di San Giuliano.
Il serbatoio di Abate Alonia, noto come Diga Rendina, risale agli anni ’50 e ha svolto un ruolo fondamentale nella trasformazione dell’attività agricola nei territori circostanti. Dal 1957, l’invaso ha svolto un ruolo cruciale nella trasformazione dell’attività agricola nei territori serviti, sia in Basilicata (agro di Lavello) che nelle aree limitrofe della Puglia (agro di Canosa di Puglia). Tuttavia, negli anni successivi alla costruzione, la capacità di accumulo del serbatoio è diminuita, rendendo necessario un intervento di ripristino nel 1999. Dal 1957, l’invaso ha svolto un ruolo cruciale nella trasformazione dell’attività agricola nelle aree circostanti, sia in Basilicata (agro di Lavello) che nei territori limitrofi della Puglia (agro di Canosa di Puglia). Tuttavia, negli anni successivi alla sua costruzione, il serbatoio ha visto una riduzione della capacità di accumulo, rendendo necessario un intervento di ripristino nel 1999. Nonostante il termine dei lavori nel 2001, i risultati sperati non sono stati raggiunti. Durante la fase di collaudo sono emersi problemi significativi sul muro di contenimento, che hanno bloccato definitivamente l’operatività dell’invaso fino ad oggi.
Dati strutturali
Anno ultimazione lavori | 2001 |
Stato | In fase di collaudo/ripristino |
Fiume | torrente Olivento |
Altezza Diga (mt) | 24,5 |
Capacità (Mmc) | 22 |
Quota Max Invaso m.s.l.m. | 201,42 |
Quota max di regolazione m s.l.m. | 199 |
Volume utile di regolazione (Mmc) | 20,57 |
Tipo di Diga | in terra con nucleo impermeabilizzato |
Bacino Sotteso Kmq | 408 |
Uso | irriguo e industriale |
Con questi interventi di potenziamento e ripristino, si mira non solo a garantire la sicurezza idraulica della zona, ma anche a stimolare l’economia locale prettamente incentrata al comparto agricolo.
Questo annuncio rappresenta solo il primo passo di un percorso ambizioso che si prefigge di migliorare le infrastrutture e la qualità di vita nella regione, lavorando per un futuro più sicuro e prospero per tutti i cittadini.
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