Google search engine
Getting your Trinity Audio player ready...

Si è tenuta questa sera a Lavello, presso l’ISS G. Solimene, una conferenza dal titolo “Innovazione e uso sostenibile dell’acqua”, organizzata dall’istituto scolastico e arricchita dalla partecipazione del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. L’evento, che ha visto un’ampia partecipazione di cittadini, agricoltori e rappresentanti del territorio, si è trasformato in un acceso dibattito sulla crisi idrica e sulla gestione delle risorse idriche, con particolare attenzione alla questione della diga del Rendina, infrastruttura al centro di polemiche e ritardi da decenni.

La diga del Rendina: un problema irrisolto da 30 anni

Il presidente Bardi ha affrontato subito il tema scottante della diga del Rendina, definendola una “situazione delicata” che necessita di una soluzione urgente. “Il 27 febbraio ho interloquito con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e abbiamo parlato proprio della diga del Rendina”, ha ricordato Bardi, sottolineando la necessità di sbloccare le autorizzazioni e avviare la gara d’appalto per l’inizio dei lavori.

La diga, la cui ricostruzione è ferma da oltre 30 anni, rappresenta un nodo cruciale per la gestione delle risorse idriche in Basilicata, regione che sta affrontando una grave crisi idrica aggravata dalla siccità degli ultimi anni. Bardi ha evidenziato come la diga di Camastra, attualmente in funzione, non sia sufficiente a rispondere alle esigenze di acqua potabile e irrigua del territorio, costringendo a ricorrere alla diga di Conza.

Agricoltori in rivolta: denunce e richieste di risposte

La serata è stata segnata dalle proteste degli agricoltori, che hanno animato un acceso dibattito per far valere le proprie ragioni. Gli agricoltori hanno denunciato la cattiva gestione del Consorzio di Bonifica, lamentando la totale assenza del commissario e la mancanza di risposte alle numerose richieste inviate via mail. “Siamo stanchi di promesse non mantenute”, hanno gridato alcuni presenti, chiedendo interventi immediati per garantire l’approvvigionamento idrico necessario alle attività agricole.

Bardi, visibilmente infastidito dalle proteste, ha invitato a un confronto più costruttivo e ha ribadito la necessità di una visione più ampia per risolvere il problema. “So bene che ci troviamo di fronte a una problematica complessa”, ha dichiarato il presidente, “e sto facendo tutto il possibile per trovare una soluzione”. Tuttavia, ha anche espresso frustrazione per le critiche ricevute, arrivando a sfidare il pubblico: “Se lei è più competente lo risolva lei il problema”.

I fondi del PNRR e la richiesta di unità

Bardi ha ricordato che nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono stati stanziati 113 milioni di euro per interventi legati alla gestione delle risorse idriche, sottolineando l’importanza di utilizzare questi fondi in modo efficace. “La contestazione non serve”, ha affermato il presidente, “serve unità per risolvere il problema della diga del Rendina”.

Tuttavia, le parole di Bardi non hanno convinto del tutto gli agricoltori, che continuano a chiedere risposte concrete e un dialogo più diretto con le istituzioni. “Ci aspettavamo un confronto più costruttivo”, ha commentato un rappresentante degli agricoltori, “invece siamo stati lasciati a bocca asciutta”.

Un clima di incertezza

La serata si è conclusa in un clima di tensione e incertezza, con il presidente Bardi che ha salutato la platea senza fornire risposte definitive alle richieste degli agricoltori. La questione della diga del Rendina rimane irrisolta, mentre la crisi idrica continua a mettere in difficoltà il settore agricolo e le comunità locali.

Nei prossimi giorni, la nostra redazione incontrerà gli agricoltori per un servizio dedicato alle loro problematiche e alle possibili soluzioni per affrontare una crisi che, ormai, non può più essere rimandata.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here