Con un comunicato ufficiale, Monsignor Ciro Fanelli, Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, ha lanciato un appello urgente per affrontare la grave crisi idrica che sta colpendo la Valle dell’Ofanto e i territori di Lavello, Melfi e Montemilone. Un grido di allarme che unisce la voce della Chiesa a quella degli agricoltori, sempre più provati dalla siccità e dalle difficoltà del settore primario.
Il Vescovo Fanelli ha espresso “profonda e sincera apprensione” per la situazione drammatica che sta vivendo il mondo agricolo locale. “Sia durante la Visita Pastorale che in queste ultime ore – ha scritto – ho ascoltato le preoccupazioni di chi coltiva una terra generosa, oggi messa in ginocchio dall’emergenza idrica e dalla crisi industriale”.
La mancanza d’acqua e una gestione non sempre efficace delle risorse hanno “prostrato l’intero comparto agricolo”, minacciando non solo il lavoro, ma anche la stabilità delle famiglie e il tessuto sociale del Vulture-Melfese.
In questo quadro critico, il Vescovo ha accolto con “soddisfazione” la notizia dei fondi regionali stanziati per il recupero della Diga del Rendina, vedendo in questo intervento una “concreta possibilità di riscatto”. “Auspiaco che questa attenzione si traduca in azioni strutturali – ha aggiunto – perché l’agricoltura è una vocazione fondamentale della Basilicata”.
La riqualificazione dell’infrastruttura potrebbe diventare un “segno di rinascita”, sostenendo gli sforzi degli agricoltori e aprendo nuove opportunità per il futuro. Fanelli ha tuttavia sottolineato l’importanza di “tempestività ed efficienza”, evitando ritardi che rischierebbero di aggravare ulteriormente la crisi.
Il Vescovo ha esortato le istituzioni a un “impegno corale”, chiedendo interventi rapidi e risolutivi. “L’acqua – ha ricordato citando Papa Francesco – non è solo una risorsa, ma un diritto fondamentale”. Per questo, ha suggerito di valutare la dichiarazione dello stato di emergenza idrica, un passo necessario per garantire la programmazione agricola annuale.
Rivolgendosi direttamente agli agricoltori, ai lavoratori e alle loro famiglie, Monsignor Fanelli ha espresso “vicinanza e solidarietà paterna”, definendo la loro battaglia una “questione di giustizia, dignità e futuro”. “Come cristiani – ha concluso – non possiamo restare indifferenti. Solo uniti, con fiducia e responsabilità, possiamo far sì che l’acqua torni a essere fonte di vita e prosperità”.
L’appello del Vescovo Fanelli arriva in un momento cruciale per la Basilicata, dove la crisi idrica rischia di compromettere non solo l’economia agricola, ma l’intero equilibrio sociale. Un monito che chiama tutti – istituzioni, cittadini e Chiesa – a “camminare insieme” per trovare soluzioni concrete, perché, come ricorda il comunicato, “senza acqua non c’è vita, né futuro”.
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